I Dintorni

Rilassatevi in una splendida spiaggia, ricaricatevi con un'escursione in mezzo alla natura o immergetevi nella storia della città di Cagliari passeggiando per le vie del centro storico.

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La Città

"E improvvisamente ecco Cagliari: una città nuda che si alza ripida, ripida, dorata, accatastata nuda verso il cielo dalla pianura all'inizio della profonda baia senza forme. È strana e piuttosto sorprendente, per nulla somigliante all'Italia. La città si ammucchia verso l'alto, quasi in miniatura, e mi fa pensare a Gerusalemme: senza alberi, senza riparo, che si erge spoglia e fiera, remota come se fosse indietro nella storia, come una città nel messale miniato da un monaco. Ci si chiede come abbia fatto ad arrivare là. Sembra la Spagna, o Malta: non l'Italia." — David Herbert Lawrence, Mare e Sardegna

Le Spiagge

" ..abbiamo appoggiato gli asciugamani vicino all’ombrellone di una signora simpatica che stava allattando e ci siamo tuffate.
Quando nuoto dimentico.
Casa, quartiere, futuro, mio babbo, il mondo e mi dimentico.
Dovevo nascere pesce.
Mi piace guizzare sotto il pelo dell’acqua e uscire ogni tanto a respirare e guardare il sole che scintilla sulle ondine di maestrale o abbagliata sulle onde di levante che ti succhiano in basso. 
Mi piace giocare con le onde allungarmi perché mi portino in alto e mi buttino in un gorgo scivolargli sotto combattendo il risucchio, passargli in mezzo spaccandole, a volte sono dure come schiaffi e quando il mare è come ieri, piatto, mi piace ascoltare nell'acqua il rumore del mio respiro che esce e entra ogni tre bracciate.."
Sergio Atzeni, Bellas Mariposas

Oltre Cagliari

"Ci sono buchi in Sardegna che sono case di fate, morti che sono colpa di donne vampiro, fumi sacri che curano i cattivi sogni e acque segrete dove la luna specchiandosi rivela il futuro e i suoi inganni. Ci sono statue di antichi guerrieri alti come nessun sardo è stato mai, truci culti di santi che i papi si sono scordati di canonizzare, porte di pietra che si aprono su mondi ormai scomparsi, e mari di grano lontani dal mare, costellati di menhir contro i quali le promesse spose si strusciano nel segreto della notte, vegliate da madri e nonne. C'è una Sardegna come questa, o davanti ai camini si racconta che ci sia, che poi è la stessa cosa, perché in una terra dove il silenzio è ancora il dialetto più parlato, le parole sono luoghi piú dei luoghi stessi, e generano mondi."

Michela Murgia, Viaggio in Sardegna